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Reperti anomali alla risonanza magnetica lombare in soggetti asintomatici

RM risonanza magnetica nucleare rachide lombare

Il modello di salute di tipo biomedico tradizionale si focalizza spesso sullo stato di salute dei tessuti ed enfatizza la ricerca di alterazioni anatomiche in grado di giustificare la sintomatologia riferita dal paziente. Sfortunatamente la ricerca scientifica ha dimostrato come molte delle alterazioni anatomiche riscontrabili con le metodiche di imaging presentano una scarsa correlazione con il dolore avvertito dal paziente.
Gli autori di questo studio hanno studiato 98 soggetti asintomatici realizzando delle risonanze magnetiche della colonna vertebrale che sono state successivamente refertate da due radiologi. Data l’assenza di consenso* riguardante la definizione delle lesioni discali gli autori hanno specificato nell’articolo la terminologia utilizzata:
– bulging discale: estensione del disco oltre lo spazio compreso tra due piatti vertebrali che coinvolge tutta la circonferenza in maniera simmetrica
– protrusione: : estensione focale o asimmetrica del disco oltre lo spazio compreso tra due piatti vertebrali in cui la base del materiale discale erniato è più ampia dell’apice
– estrusione: estensione maggiore del disco oltre lo spazio compreso tra due piatti vertebrali in cui estensione focale o asimmetrica del disco oltre lo spazio compreso tra due piatti vertebrali in cui la base del materiale discale erniato è più stretta dell’apice o in cui non esiste connessione tra il materiale erniato e il disco in origine
I risultati dello studio sono stati i seguenti:
– il 36% dei soggetti non presentava alterazioni discali
– il 52% presentava bulging discale in almeno un livello
– il 38% presentava bulging dicale in più di un livello
– il 19% presentava noduli di Schmorl (erniazione del disco all’interno del corpo vertebrale)
– il 14% presentava fissurazioni dell’anulus fibroso
– l’8% presentava artrosi faccettaria
– l’1% presentava una estrusione
Lo studio dimostra come la presenza di bulging discali e protrusioni (ma non di estrusioni) sia piuttosto frequente in soggetti asintomatici, suggerendo particolare cautela nel momento in cui si debba decidere se le anomalie riscontrate alla risonanza magnetica siano o meno correlate alla sintomatologia riferita dal paziente.

 

* Secondo Baldwin l’estrusione consiste nel superamento delle fibre esterne dell’anello fibroso da parte del nucleo polposo.
Baldwin NG. Lumbar disc disease: the natural history. Neurosurg Focus 2002; 13: 1-4
* Secondo Fardon l’estrusione è presente quando la distanza tra i margini del materiale discale erniato è maggiore della distanza tra i margini della base dell’ernia o quando non vi è più continuità tra il materiale discale erniato e quello all’interno dello spazio discale.
Fardon, D. F. (2001). Nomenclature and classification of lumbar disc pathology. Spine, 26(5), 461-462.

 

Jensen, Maureen C., et al. “Magnetic resonance imaging of the lumbar spine in people without back pain.” New England Journal of Medicine 331.2 (1994): 69-73.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/8208267

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