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Chirurgia sham in ortopedia: una revisione sistematica della letteratura

chirugia reale vs chirugia sham

La riabilitazione ortopedica è profondamente legata a un modello di salute di tipo biomedico focalizzato sui tessuti e le loro lesioni. Tale tipo di modello enfatizza la ricerca di alterazioni anatomiche la cui correzione dovrebbe portare a un miglioramento del dolore e della disabilità.

Sfortunatamente la moderna ricerca scientifica dimostra come le alterazioni anatomiche e biomeccaniche presentino una scarsa correlazione con il dolore avvertito dal paziente. La discordanza tra lo stato di salute dei tessuti e il dolore percepito ha portato alla ricerca di un nuovo modello teorico nel quale rivestono una grande importanza le neuroscienze. Il modello della neuromatrice da importanza allo stato di consapevolezza del paziente e al ruolo del cervello, definendo il dolore come un meccanismo legato a una possibile minaccia piuttosto che a una lesione tissutale. In questo modello le credenze del paziente sono considerate determinanti per determinare se un dolore possa essere o meno avvertito e ciò comporta che la percezione del paziente riguardo lo stato di salute dei suoi tessuti può influenzare la sua esperienza di dolore.

La chirurgia sham consiste in un intervento chirurgico “fasullo” nel quale non sono realizzati i procedimenti terapeutici che si considerano siano necessari per trattare il paziente. I meccanismi alla base dei miglioramenti della chirurgia sham includono l’aspettativa del paziente e l’effetto placebo: quando i pazienti pensano di essere stati sottoposti a un intervento chirurgico nel quale le alterazioni alla base del loro stato patologico sono state corrette riferiscono un miglioramento in termini di dolore e disabilità.

In questo articolo gli Autori hanno effettuato una revisione sistematica per valutare l’efficacia della chirurgia sham in ortopedia. Sono stati inclusi 6 studi clinici randomizzati che soddisfavano i criteri di inclusione e che riguardavano diverse procedure:
– Radiofrequenza intradiscale percutanea in pazienti con dolore discogenico
– Terapia elettrotermica intradiscale (IDET) in pazienti con dolore discogenico
– Chirurgia artroscopica in pazienti con artrosi di ginocchio
– Vertebroplastica in pazienti con fratture vertebrali osteoporotiche (2 studi)
– Trattamento chirurgico in pazienti con epicondilite laterale di gomito
In tutti gli studi i rispettivi autori hanno utilizzato una procedura chirurgica sham che includeva l’entrata in una sala chirurgica, le visite, l’incisione della cute, l’utilizzo di strumenti identici, tempistiche simili, stesse raccomandazioni nel post-operatorio.

Su un totale di 6 studi, solo in uno è emerso che l’intervento chirurgico reale possa essere più efficace dell’intervento sham, ma ad ogni modo le differenze non erano clinicamente significative e il miglioramento per entrambi i gruppi era da attribuirsi maggiormente a fattori inespecifici. Nei restanti studi non si sono invece rivelate differenze negli outcome tra il gruppo di trattamento “reale” e quello sottoposto a chirurgia “sham”.

I risultati di questa revisione indicano pertanto che la chirurgia sham, confrontata con la chirurgia reale, determina risultati simili nel dolore e nella disabilità per quanto riguarda le procedure indicate. Il fatto che la chirurgia sham permetta di ottenere risultati simili a quella reale sottolinea l’importanza di altri fattori di tipo cognitivo nella modulazione del dolore. I pazienti che credono di essere stati sottoposti a un intervento chirurgico reale possono presentare gli stessi livelli di miglioramento di quelli nei quali è stato realizzato davvero un trattamento chirurgico della lesione. L’esperienza chirurgica potrebbe essere interpretata dal cervello del paziente come un processo di correzione/riparazione di un danno tissutale comportando un possibile miglioramento dei sintomi e delle limitazioni funzionali.

 

Louw, A., Diener, I., Fernández-de-las-Peñas, C., & Puentedura, E. J. (2017). Sham surgery in orthopedics: A systematic review of the literature. Pain Medicine, 18(4), 736-750.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27402957

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