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Efficacia del trattamento dei Trigger Points Miofasciali tramite Dry Needling nella prevenzione del dolore dopo artroprotesi totale di ginocchio: uno studio randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo

tecnica dry needling ginocchio

La Sindrome Dolorosa Miofasciale (SDM) costituisce una condizione estremamente comune causata dalla presenza di Trigger Points Miofasciali (TPM). Una delle tecniche frequentemente impiegate per trattare i TPM è il dry needling. Nonostante esistano vari studi a favore dell’efficacia terapeutica del dry needling, sono necessari ulteriori studi per poter affermare che la sua efficacia sia superiore al placebo. Considerata l’invasività di questo tipo di terapia è molto difficile realizzare studi in doppio cieco controllati con placebo per valutare la sua reale efficacia, in quanto anche l’utilizzo di aghi placebo o di altri tipi di agopuntura sham comporta comunque un certo livello di stimolazione fisiologica rendendoli pertanto non equivalenti ad un trattamento placebo.

Alcuni ricercatori affermano di avere utilizzato una procedura di dry needling in doppio cieco controllata con placebo utilizzando degli aghi placebo nel gruppo sham. In realtà in questi studi sono state evocate delle risposte di contrazione locale (local twitch response o LTR) nel gruppo trattato con dry needling e, dal momento che le LTR sono inequivocabilmente avvertite dai pazienti, non è pertanto possibile affermare che i soggetti nel gruppo di intervento potessero essere stati realmente “accecati”.

Per evitare questi BIAS Mayoral et al. hanno condotto uno studio clinico randomizzato e controllato con placebo, in doppio cieco, utilizzando una metodologia innovativa. L’obiettivo dello studio è stato quello di valutare l’ efficacia del trattamento dei Trigger Points Miofasciali tramite Dry Needling nella prevenzione del dolore in pazienti sottoposti a intervento di artroprotesi totale di ginocchio. I TPM sono frequenti nei muscoli degli arti inferiori di pazienti colpiti da coxartrosi o gonartrosi e diversi studi hanno suggerito l’importanza di trattare questi TPM per alleviare il dolore di questi pazienti.

Nel presente studio 40 soggetti in lista d’attesa per un intervento di artroprotesi totale di ginocchio sono stati randomizzati ed assegnati ad un gruppo di intervento con dry needling o ad un gruppo sham. Tutti i soggetti sono stati esaminati alla ricerca di TPM da un fisioterapista adeguatamente formato 4-5 ore prima dell’intervento chirurgico . Immediatamente dopo la somministrazione dell’anestesia e prima dell’inizio dell’intervento chirurgico i soggetti del gruppo di intervento sono stati sottoposti a un trattamento di dry needling di tutti i TPM precedentemente diagnosticati , mentre il gruppo sham non ha ricevuto alcun trattamento. I soggetti sono stati accecati riguardo l’assegnazione del gruppo, così come i fisioterapisti che hanno eseguito la valutazione prechirurgica e quelli che hanno rivalutato i soggetti a 1, 3 e 6 mesi dopo l’intervento chirurgico. Nei soggetti del gruppo di intervento si è rilevata una diminuzione del dolore post-operatorio, con differenze statisticamente significative del dolore misurato ad un mese dall’intervento e nell’utilizzo di analgesici nell’immediato post-operatorio. In conclusione lo studio suggerische come un singolo trattamento di dry needling effettuato sui TPM a soggetti anestetizzati sia in grado di ridurre il dolore nel primo mese dopo un intervento di artroprotesi totale di ginocchio, dimostrando la superiorità del dry needling rispetto al placebo. Inoltre nello studio viene presentata una metodica innovativa per poter effettivamente realizzare studi sull’efficacia del dry needling che siano realmente in doppio cieco.

 

Mayoral, O., Salvat, I., Martín, M. T., Martín, S., Santiago, J., Cotarelo, J., & Rodríguez, C. (2013). Efficacy of myofascial trigger point dry needling in the prevention of pain after total knee arthroplasty: a randomized, double-blinded, placebo-controlled trial. Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine, 2013.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23606888

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