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Validità e affidabilità dell’esame clinico nella diagnosi di Sindrome Dolorosa Miofasciale e di Trigger Points Miofasciali nel Quadrante Superiore

palpazione banda tesa con local twitch response

La Sindrome Dolorosa Miofasciale (SDM) è una condizione clinica causata dalla presenza di Trigger Points Miofasciali (TPM). I TPM sono stati definiti come dei punti dolorosi e iperirritabili situati all’interno della banda tesa di un muscolo scheletrico, i quali sono in grado di dare segni e sintomi di tipo motorio, sensitivo e autonomico. Dal punto di vista clinico possiamo distinguere i TPM in attivi e latenti, in base alla loro capacità o meno di produrre dolore spontaneamente nel paziente. Entrambi i tipi di TPM possono essere presenti in un paziente affetto da SDM, ma la presenza di almeno un TPM attivo in un muscolo scheletrico è necessaria per poter diagnosticare questa condizione clinica. Molti autori considerano che la palpazione rappresenti lo strumento di valutazione principale per poter valutare la presenza dei TPM, ma la validità e affidabilità della stessa, così come degli altri criteri diagnostici normalmente utilizzati, sono oggetto di controversia. L’obiettivo dello studio realizzato da Orlando Mayoral e coll. è stato quello di valutare il grado di accordo esistente tra due esaminatori indipendenti nel diagnosticare pazienti affetti da SDM del cuadrante superiore tramite uno studio di tipo caso-controllo.

L’autore principale dello studio ha reclutato 20 soggetti con SDM e 20 soggetti sani che costituivano il gruppo di controllo. Tutti i soggetti sono stati valutati primariamente dall’autore principale e tre o quattro giorni dopo da un secondo esaminatore proveniente da un’altra città, accecato rispetto al gruppo di appartenenza dei soggetti e al quale non era permesso fare ai soggetti alcuna domanda riguardo la loro storia clinica di dolore. In tutti i soggetti sono stati valutati 10 muscoli bilateralmente: splenio della testa, sternocledomastoideo, trapezio superiore, elevatore della scapola, infraspinato, sovraspinato, deltoide anteriore, gran dorsale, grande rotondo e gran pettorale. L’outcome primario è stata l’affidabilità interesaminatore nel considerare o meno il soggetto come affetto da SDM o meno, mentre gli outcome secondari sono stati il grado di accordo nel considerare la presenza o meno di TPM in ognuno dei muscoli studiati e nell’interpretare i vari test diagnostici realizzati. Il grado di accordo esistente è stato determinato utilizzando il coefficente di Kappa (K).

I risultati finali dello studio sono stati i seguenti:
– l’affidabilità intereesaminatore nell’identificare i soggetti affetti da SDM è stata molto buona (K=1.00)
– l’affidabilità intereesaminatore globale nell’identificare i muscoli affetti da SDM è stata molto buona (K=0.81); in particolare i muscoli sovraspinato, sternocledomastoideo, deltoide anteriore, elevatore della scapola, gran dorsale e sottospinato sono quelli che hanno dimostrato un maggiore livello di accordo interesaminatore
– i seguenti criteri diagnostici hanno dimostrato possedere dei buoni valori di specificità e sensibilità in tutti i muscoli studiati: restrizione dolorosa della mobilità, forza muscolare ridotta a causa del dolore, presenza di bande tese palpabili, segno del salto, presenza di dolore riferito, presenza di una local twitch response, diminuzione della soglia di dolore alla pressione.

Gli autori concludono che l’affidabilità interesaminatore nell’identificare soggetti affetti da SDM del quadrante superiore è molto alta e che i criteri proposti in letteratura per diagnosticare la presenza di SDM sono validi e affidabili.

 

Mayoral del Moral, O., Torres Lacomba, M., Russell, I. J., Sánchez Méndez, Ó., & Sánchez Sánchez, B. (2017). Validity and Reliability of Clinical Examination in the Diagnosis of Myofascial Pain Syndrome and Myofascial Trigger Points in Upper Quarter Muscles. Pain Medicine.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29253210

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